L’Anello dei Borgia: storia, paesaggio e futuro del turismo lento in Emilia-Romagna
C’è un modo di attraversare un territorio che non si esaurisce nello spostamento, ma si trasforma in esperienza, interpretazione, racconto. È il tempo del turismo lento, del cicloturismo consapevole, della scoperta stratificata. È da questa visione che nasce l’Anello dei Borgia: un percorso ciclo-pedonale nell’entroterra ferrarese che intreccia natura, patrimonio e memoria storica in un unico sistema narrativo.
Non si tratta semplicemente di un itinerario. L’Anello è un progetto culturale strutturato che unisce alcune delle più significative Delizie Estensi – Belriguardo, Benvignante e Verginese – oggi riconosciute come Patrimonio UNESCO. Queste architetture non erano residenze di svago, ma veri dispositivi politici e simbolici: spazi attraverso cui la corte estense esercitava rappresentazione, controllo e gestione del territorio.
Il filo conduttore è la figura di Lucrezia Borgia. Una scelta tanto strategica quanto culturale. Non solo per il rinnovato interesse storiografico, ma per la forza evocativa del suo nome, capace di parlare a un pubblico ampio. L’Anello utilizza Lucrezia come chiave interpretativa, quasi un “brand storico”, per restituire coerenza e identità a un paesaggio che rischierebbe altrimenti di rimanere frammentato.
Il percorso prende forma a partire dalla Delizia di Belriguardo, a Voghiera, considerata la prima reggia estiva d’Europa e uno dei luoghi più amati dalla duchessa. Non a caso, le fonti raccontano quanto Lucrezia vi soggiornasse volentieri. Belriguardo è anche il cuore simbolico del progetto: uno spazio che oggi torna a essere centro di produzione culturale, oltre che memoria storica.
Da qui, l’itinerario si sviluppa attraverso la pianura, tra strade secondarie, paesaggi agricoli e tracce evidenti della lunga relazione tra uomo e territorio. Si incontrano la Delizia di Benvignante, voluta da Borso d’Este e affidata a Teofilo Calcagnini, e il Verginese, trasformato da Laura Dianti in raffinata residenza rinascimentale. Il passaggio per Consandolo, nei pressi di una delizia scomparsa legata a Ercole II d’Este, aggiunge un ulteriore livello di lettura, restituendo la dimensione dinastica del percorso.
Dal punto di vista della fruizione, l’Anello è accessibile, privo di difficoltà tecniche e percorribile in giornata. È pensato per un pubblico ampio: cicloturisti esperti, famiglie, viaggiatori curiosi. La presenza di stazioni ferroviarie lungo il tracciato rafforza inoltre l’integrazione con una mobilità sostenibile reale.
Ma il valore dell’Anello non sta solo nel tracciato. Sta nella sua capacità di attivare un sistema. Il progetto nasce infatti da una collaborazione tra amministrazioni locali, associazioni come FIAB e CAI e la società Historia S.n.c., realtà impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale e nella gestione del Museo Civico di Belriguardo.
Historia, oggi attiva anche attraverso il progetto VBC (Valorizzazione Beni Culturali), lavora proprio su questa linea: costruire connessioni tra ricerca storica, progettazione territoriale e fruizione contemporanea. Non una semplice narrazione del passato, ma un uso attivo della storia come leva di sviluppo. In questo senso, l’Anello dei Borgia rappresenta un caso esemplare: un’infrastruttura culturale capace di generare valore diffuso, anche economico.
L’obiettivo è chiaro: redistribuire i flussi turistici, oggi concentrati su Ferrara città, sull’asta del Po e sulla costa, valorizzando aree considerate marginali. Un’operazione che coinvolge l’intero tessuto locale – strutture ricettive, operatori, produzioni tipiche – in una logica di filiera.
È in questo quadro che si inserisce la Festa Internazionale della Storia, giunta alla sua XXII edizione. L’evento, coordinato dal Dipast (Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio) dell’Università di Bologna, rappresenta uno dei momenti più prestigiosi a livello europeo per la divulgazione storica. Un appuntamento che trasforma il territorio in uno spazio diffuso di conoscenza, incontro e partecipazione.
Per l’occasione, nella cornice della Delizia di Belriguardo – la “Versailles degli Estensi” – è stato costruito un calendario articolato che attraversa epoche e temi: dalla giurisprudenza rinascimentale ai conflitti religiosi dell’alto medioevo, fino al rapporto tra architettura, letteratura e territorio.
Il programma degli appuntamenti
Aprile: Giustizia e Potere
Il 19 aprile, alle ore 16:00, il professor Carmelo Elio Tavilla guiderà un approfondimento su Grazia e giustizia a Ferrara ai tempi di Lucrezia Borgia. Un intervento che indaga il delicato equilibrio tra statuti locali e potere ducale, mostrando come l’amministrazione della legge segni il passaggio dalla consuetudine medievale alla costruzione dello Stato moderno.
Maggio: Tra fede, mito e letteratura
Il 3 maggio 2026, con Vico Habentia, delenda est, Sergio Altafini affronterà la distruzione dell’antico abitato di Voghenza (657 d.C.), analizzando il contesto religioso – dal Monotelismo all’autocefalia ravennate – e le conseguenze politiche che portarono al trasferimento della sede vescovile a Ferrara.
Il 17 maggio 2026, alle ore 16:00, la professoressa Gabriella Zarri proporrà Il Rinascimento di Lucrezia Borgia, una rilettura che supera la leggenda nera per restituire il profilo di una duchessa colta, abile politica e figura centrale della spiritualità del suo tempo.
La chiusura: sport, natura e architettura
Il 30 maggio, alle ore 09:00, la giornata Lungo l’Anello dei Borgia offrirà un’esperienza diretta del territorio: un itinerario cicloturistico tra borghi, castelli e paesaggi che raccontano la storia estense.
Alle 16:30, Antonio Vaianella, presidente dell’Associazione Culturale Trame Infinite di Ferrara, concluderà con La Duchessa ed il giardino del potere, un intervento dedicato al rapporto tra Lucrezia Borgia e le Delizie Estensi, interpretate come strumenti di rappresentazione politica e magnificenza.
Gli incontri sono aperti a tutti: studiosi, studenti, appassionati e curiosi. Un invito esplicito a entrare in relazione con il patrimonio culturale in modo consapevole, all’interno di un contesto di eccellenza accademica.
È proprio dentro questa rete – tra progetto territoriale e produzione culturale – che si colloca l’intervista a Massimiliano Zocchi. Una conversazione che non si limita a raccontare l’Anello, ma che restituisce la complessità di un’idea: quella di un turismo che non consuma i luoghi, ma li interpreta e li valorizza.
Perché l’Anello dei Borgia non è solo un percorso. È un dispositivo culturale. Un modo di leggere il paesaggio. Un invito a rallentare, osservare e comprendere.
La nostra intervista
Buon ascolto
Sigle originali www.nightpills.it (intro e outro)
Testi: Antonio Vaianella
Composizione, voce e arrangiamento: realizzati con tecnologia SUNO
© Night Pills Podcast
Info e contatti:
www.anellodeiborgia.wordpress.com
